Lectio Divina è il termine che racchiude l’ascolto o lettura delle Scritture, il loro scrutinio e la contemplazione di queste, con l’obiettivo di comprendere meglio la Parola del Signore e applicarla nella nostra vita. Non si può però nascondere che per molti rimanga difficile portarla avanti:
dove finisce l’insegnamento canonico della Chiesa e dove iniziano le mie divagazioni, come approcciarmi a un testo così complicato?
Oggi cerchiamo di vederlo insieme.
Fasi della Lectio
Cerchiamo di dividere la Lectio in fasi, per semplificare:
- Oratio: preghiamo lo Spirito Santo perché ci guidi;
- Lectio: la lettura del passaggio scelto;
- Chiamiamo questa fase “Studio”: ci tuffiamo nel passaggio per comprenderlo meglio, aiutandoci anche con le note o le fonti che troviamo online o nei libri;
- Contemplatio: meditazione su quanto letto, e come applicarlo nella vita di tutti i giorni;
- Oratio: chiudiamo ringraziando di quanto abbiamo appreso;
- Collatio: parliamone con altri.
Come mi approccio allo studio?
La parte più complicata è proprio quella in cui è necessario rompere il ghiaccio, e anche per me i primi momenti è stato complicato. Ad oggi, questo è quello che faccio.
Prima fase: Rilettura del testo. Rileggo il testo con calma, anche più volte, fino a quando non mi sento pronta.
Seconda fare: Analisi del contesto. Sul sito ufficiale dei Frati Domenicani dell’Italia Settentrionale c’è un articolo molto interessante e ampio su come iniziarsi alla Lectio Divina, in cui vengono dati molti spunti come quello di comprendere il momento, il contesto storico e l’importanza dei personaggi. Le domande che possiamo porci sono le seguenti:
- Dove avviene il fatto, e quando?
- Chi sono i personaggi e cosa stanno facendo?
- Cosa succede nel passaggio?
Un altro approccio che uso spesso, per il quale rimane fondamentale rileggere il passaggio, è quello di individuare le parole chiave, ossia quei verbi, vocaboli o azioni che mi permettono di comprendere cosa veramente si vuole trasmettere. Può tornare utile anche evidenziare i vari passaggi con colori diversi; sui social avevo proposto un sistema di color coding e ve lo ripropongo di seguito.
Terza fase: Annotazione. Dopo aver fatto tutto quanto elencato, prendo un quadernino o dei post-it e appunto tutto quello che ritengo utile non dimenticare. Ad esempio, posso mettere nero su bianco un pensiero che mi viene in mente, le mie emozioni, oppure ciò che mi ha colpito. Se ne individuo, scrivo anche parallelismi con altri passaggi della Bibbia (la famosa Scrittura che si commenta da sola!) Se ho dubbi o insicurezze, cerco una lectio online.
Importantissimo pregare!
Sia all’inizio che alla fine della Lectio è fondamentale pregare, perché non possiamo pensare che Dio ci parli chiaramente se non prepariamo il cuore ad ascoltarlo. All’inizio si può pregare lo Spirito Santo con il Veni Creator Spiritus, mentre alla fine sono solita fare una preghiera spontanea. Di seguito il testo in latino, se volete pregarlo in lingua non vernacolare.
Veni, creator Spiritus,
mentes tuorum visita, imple superna gratia,
quae tu creasti pectora.
Qui diceris Paraclitus,
altissimi donum Dei,
fons vivus, ignis, caritas,
et spiritalis unctio.
Tu septiformis munere,
digitus Paternae dexterae,
tu rite promissum Patris,
sermone ditans guttura.
Accende lumen sensibus,
infunde amorem cordibus,
infirma nostri corporis
virtute firmans perpeti.
Hostem repellas longius
pacemque dones protinus;
ductore sic te praevio
vitemus omne noxium.
Per Te sciamus da Patrem,
noscamus atque Filium,
Teque utriusque Spiritum
credamus omni tempore.
[Deo Patri sit gloria,
et Filio, qui a mortuis surrexit,
ac Paraclito, in saeculorum saecula.]
Amen.
Esci dalla Comfort Zone
Siamo stati abituati all’idea che le Scritture siano qualcosa di troppo complicato, e in effetti non sono semplici; ma fidati di me: se chiedi chiarezza e ti metti nella volontà di avvicinarti a queste, Dio ti permetterà di trarne tanto profitto.
Buono studio!
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