Inni di Attesa – Dal Ceppo Secolare

Agostino affermava che un cristiano che canta prega due volte, e da protestante non potrei essere più d’accordo. Durante il culto i momenti di canto sono vari, e nonostante le chiese storiche siano ben lontane dalle sessioni di worship delle denominazioni pentecostali, gli inni sono svariati e dedicati a tutto il calendario liturgico. Ovviamente, l’Avvento e il Natale non fanno eccezione, con una serie di inni intramontabili, parte della storia del protestantesimo ma non solo, in quanto capita non così raramente che alcuni canti vengano intonati in entrambe le denominazioni cattolica e protestante.

In questo primo appuntamento di Inni di Attesa voglio parlarvi dell’inno Dal Ceppo Secolare, che nel nostro Innario è il numero 66.

Questo articolo è parte integrante dei contenuti dedicati all’Avvento 2025, se vuoi puoi recuperare l’articolo di presentazione.

Melodia e testo

Ascolta l’inno cantato dal coro della Chiesa Evangelica Valdese di Torino.

A questo link è invece possibile consultare il testo dell’inno, il numero 66 dell’Innario Cristiano.

Origini dell’inno – Avvento 2025

L’inno che avete appena ascoltato è un arrangiamento del tedesco Es ist ein Ros entsprungen, melodia di origine ignota che fa la sua prima apparizione scritta nello Speyerer Gesangbuch del 1599; la datazione della nascita è stimata tra il XV e il primo XVI secolo. La diffusione si deve sopratutto a Michael Praetorius, autore dell’armonizzazione più nota dell’inno inserita anche nelle sue Musae Sioniae; il tema è stato poi ripreso da molti compositori moderni, come Brahms. Esistono poi due versioni inglesi: Lo, How a Rose E’er Blooming (molto usato nel metodismo) e A Spotless Rose.

L’inno è conosciuto anche nella tradizione cattolica, ma ha un simbolismo maggiormente collegato all’ambito mariano: La Rosa di cui parla è infatti riferita alla vergine Maria; nella tradizione protestante, invece, è vista come un simbolo messianico dell’arrivo del salvatore.

Michael Praetorius

Scritture bibliche di riferimento

L’inno fa riferimento a Isaia 11, versetti 1 e seguenti (che riporto secondo la versione Nuova Riveduta 2006).

Poi un ramo uscirà dal tronco d’Isai, un rampollo spunterà dalle sue radici.
Lo spirito del Signore si poserà su di lui: Spirito di saggezza e intelligenza, spirito di consiglio e di forza, spirito di conoscenza e di timore del Signore.

In questo stralcio viene presentata la figura dell’albero di Jesse, ossia la rappresentazione della genealogia di Cristo partendo dal padre del re Davide fino, appunto, a Gesù. Da questo ceppo (secolare perché antico) nasce una rosa, sboccia quindi qualcosa di inusuale e incredibile. La Rosa nelle tradizioni ha due interpretazioni: secondo i cattolici è una rappresentazione di Maria madre di Gesù, ossia la vergine citata dal profeta Isaia; per noi protestanti invece è il simbolo del Messia, ossia Cristo, il quale nasce da Maria Vergine, è Figlio di Dio e compie le profezie dei profeti.

A me non interessa se i miei lettori sono cattolici, protestanti o di ogni altra denominazione, sono semplicemente sicura che siamo tutti d’accordo su una cosa: questo inno ci parla di un evento miracoloso, che ha cambiato le sorti dell’umanità e ci ha dato il Salvatore che lodiamo e amiamo immensamente.

Sboccia una rosa al gel, perché Gesù è venuto in questo mondo per darci luce nel buio, protezione dal freddo del mondo.

Avete mai ascoltato questo inno? Fatemi sapere cosa ne pensate e raccontatemi del vostro canto di Natale/Avvento preferito. Buona attesa, e al prossimo inno!


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