Uno dei nuovi termini di internet è Trad Wife, o in italiano Moglie Tradizionale. Con questo termine ci si riferisce a una donna che sceglie di abbracciare uno stile di vita basato su valori tradizionali, una divisione di genere dei ruoli casalinghi: la moglie è responsabile della gestione casalinga e dei figli, mentre il marito è visto come l’unico a provvedere economicamente alla famiglia, o comunque è colui che porta il contributo economico maggiore. Il ruolo femminile nella cura della casa è visto come una vocazione da vivere con dedizione e intenzionalità, e spesso è legato a una visione della religione più tradizionale (a volte, soprattutto nel contesto statunitense, direi quasi conservatrice).
È importante sottolineare che una tradwife non è necessariamente una donna che non lavora: storicamente, le donne hanno sempre lavorato. Anche una moglie che desidera ruoli più tradizionali non deve essere una casalinga al 100%; ciò che conta è la sua intenzione di mettere la famiglia al primo posto nella sua vita.
Per molte donne, si tratta di una scelta controcorrente e controculturale, fatta non per imposizione ma per convinzione personale, come espressione di libertà e identità. Sicuramente nel nostro mondo è difficile condividere una visione del genere, ma dobbiamo anche ricordare che non siamo fatti con lo stampino. Ci sono donne che trovano gioia e realizzazione nella casa e nella femminilità, e non possiamo pensare che ciò che non va bene per noi non vada bene anche per gli altri.
Mi riconosco in una tradwife?
Ho riflettuto a lungo su come poter definire ciò che nel tempo ho costruito, ossia un discernimento sul fatto che, nonostante la necessità di dover anche economicamente sostentare la famiglia che sto costruendo, il matrimonio sia diventato un obiettivo e un valore centrale nella mia vita, un traguardo da raggiungere e in cui potermi sentire al sicuro. Posso quindi definirmi una Trad Wife? Prima di rispondere, penso sia giusto dare la mia idea di moglie tradizionale, quella che ho costruito nel tempo.
Essere moglie tradizionale per me non significa necessariamente rinunciare a lavorare fuori casa, ma scegliere consapevolmente di mettere la famiglia, il mio matrimonio e la vita domestica al centro delle mie priorità, magari scegliendo un orario parziale di lavoro o cercando un’occupazione vicino casa. Credo anche nella bellezza di una casa ordinata e vissuta, in cui si coltivano attenzione, accoglienza e pace, anche nei giorni più frenetici. Mi prendo cura del mio nucleo familiare non come un ruolo imposto, ma come una vocazione affettuosa, con il desiderio di sostenere la persona che amo, incoraggiarlo e costruire insieme un progetto di vita solido e sereno, e anche quando il lavoro o gli impegni esterni mi tengono occupata, porto con me un cuore domestico, che desidera tornare al nido, nutrire relazioni vere e custodire una quotidianità semplice e significativa. Non rifiuto il mondo moderno, ma filtro ciò che accolgo: cerco uno stile di vita sobrio, gentile, centrato su ciò che conta davvero per me. E se questo significa cucinare una torta la domenica o scrivere a mano una lista della spesa con amore, allora sono felice di farlo, anche con il rischio che ciò possa comportare critiche dal mondo perché la mia fede mi ha fatto nutrire dei valori più “vecchi”.
Fatte queste premesse, posso affermare che sì, mi sento una Trad Wife e mi riconosco nel mio ruolo di donna dedicata alla propria vocazione della casa, della vita di coppia e, spero, dei figli. Questo mi rende una persona intollerante verso chi non la pensa come me, o un rischio per i diritti delle donne? Onestamente credo che questa visione sia totalmente lontana dal mio essere: il mio scegliere di mettere la famiglia davanti al fare carriera (che non significa dover totalmente smettere di lavorare, ma magari non voler semplicemente salire di posizione o fare gli straordinari ogni singolo giorno) non è un volere che ogni donna indietreggi e si sottometta a un uomo, è solo praticare la mia libera scelta, ossia ciò per cui il femminismo si è battuto e continua a battersi. Sarò sempre dalla parte delle donne, e sarò sempre la prima a dire che dobbiamo scegliere come vivere.
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